Negli ultimi tempi ho la sensazione che il calcio stia diventando sempre più una battaglia tra guardie e ladri: da una parte gli arbitri, dall’altra i calciatori che provano costantemente a ingannarli. È un atteggiamento che, giornata dopo giornata, prende piede e rischia di trasformare il gioco in qualcosa di artefatto e teatrale, lontano dalla sua essenza. Alla fine però, come spesso accade, chi vince ha ragione. E così, nell’ultima sfida tra Inter e Juventus, l’episodio che ha visto protagonista Bastoni – con la conseguente espulsione di Kalulu – ha finito per indirizzare la partita e consegnare ai nerazzurri tre punti pesantissimi in chiave scudetto. Il dopo gara è stato rovente. La Juventus, furibonda, ha scelto di non mandare a parlare l’allenatore, ma i massimi rappresentanti del club. Prima l’amministratore delegato Damien Comolli, poi Giorgio Chiellini, oggi responsabile delle strategie sportive. Nessuno ha voluto analizzare davvero la partita, concentrandosi invece sull’episodio incriminato. Chiellini è stato durissimo: impossibile parlare di calcio dopo quanto accaduto; inaccettabile l’ennesimo episodio controverso dall’inizio della stagione. Parole che riflettono un malessere sempre più diffuso. Il problema, però, va oltre il singolo episodio. La Serie A continua a essere macchiata da errori arbitrali ripetuti. Sbagliare è umano, certo. Ma ciò che preoccupa è che nemmeno l’introduzione del VAR abbia ridotto davvero le polemiche. Anzi, spesso sembra aver aumentato confusione e tensione. A volte la tecnologia non viene utilizzata quando sarebbe necessario, altre volte interviene generando ulteriore incertezza e pressione sull’arbitro di campo. Il tentativo di codificare ogni situazione di gioco ha creato un cortocircuito regolamentare da cui le istituzioni calcistiche italiane, apparse deboli, faticano a uscire. Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, la FIGC sarebbe stata vicina al commissariamento dell’AIA, il cui presidente Antonio Zappi è stato inibito per 13 mesi in primo grado dal Tribunale Federale Nazionale. Un segnale evidente di un sistema arbitrale in piena crisi. L’ultima giornata di campionato potrebbe rappresentare un punto di non ritorno. Partite come Genoa-Napoli, Bologna-Parma e Juventus-Lazio hanno scatenato un putiferio di polemiche per decisioni arbitrali controverse, in alcuni casi difficili persino da comprendere. Dopo Juventus-Lazio, l’allenatore bianconero Luciano Spalletti ha sollevato un tema centrale: il non professionismo degli arbitri. Ha ricordato come siano gli unici, in campo, a non essere professionisti a tempo pieno. Una riflessione che ha aperto un dibattito profondo e necessario. L’AIA ha risposto dichiarandosi disponibile a lavorare verso una riforma strutturale, magari avvicinandosi al modello britannico, dove la figura dell’arbitro professionista è ormai consolidata. Siamo di fronte a un bivio decisivo per il calcio italiano. O il sistema trova il coraggio di riformarsi, restituendo chiarezza e autorevolezza alla classe arbitrale, oppure il rischio è quello di vedere il calcio italiano scivolare sempre più in una spirale di sospetti, simulazioni e polemiche infinite. E a perderci, alla fine, sarà solo il gioco.
Attaccante 17enne, Milton si è svincolato dal Boca Juniors, scegliendo Napoli come successivo step di carriera. il giovanissimo attaccante ha senso del gol, doti fisiche importanti e qualità tecniche notevoli. Si tratta di un colpo di prospettiva, per il club di De Laurentiis.
L’operazione sul gong del mercato è da ascrivere a Manna, che è riuscito a strappare il giovane talento a mezza Europa. Seguito dagli osservatori di diversi club del vecchio continente, il Napoli ha convinto l’attaccante con una idea del direttore sportivo.
Come si legge sul Corriere dello Sport:
“Il suo addio ha alimentato le polemiche sulle norme a Baires: qualità, mezzi fisici e l’odore del gol sono le doti che hanno fatto innamorare gli osservatori di tutta Europa. Alla fine l’ha spuntata il Napoli, facendo leva sulla “patria potestad”, la responsabilità genitoriale che in assenza di contratti consente ai genitori con un lavoro all’estero di svincolare, di fatto, i calciatori minorenni. Milton, un baby tanque, indossa la 9 nelle selezioni giovanili della nazionale argentina”.
Giovanni Di Lorenzo si opererà. A comunicarlo è stato il Napoli, che con una nota ha annunciato la decisione del capitano di sottoporsi a un intervento chirurgico al piede sinistro. Il calciatore ha scelto di sfruttare il periodo di stop, stimato tra i quaranta ai sessanta giorni, causato dal trauma distorsivo di secondo grado al ginocchio sinistro. Dopo il grande spavento iniziale, con Antonio Conte che aveva parlato anche di un possibile interessamento del crociato, era arrivato il sollievo per una diagnosi meno grave del previsto. La notizia dell’operazione, però, è arrivata come un fulmine a ciel sereno per i tifosi azzurri. Il club ha spiegato che la decisione è stata presa in pieno accordo con il giocatore, approfittando dei tempi di recupero già previsti per il ginocchio. A chiarire ulteriormente la situazione è stato lo stesso Di Lorenzo con un messaggio su Instagram: "Non tutti sanno che negli ultimi sei mesi ho giocato con un problema al piede che richiede un intervento chirurgico. La situazione e il dolore sono diventati ormai insostenibili per me e dato lo stop forzato per il ginocchio abbiamo deciso di intervenire sul piede".
La stagione del Napoli continua a essere segnata da un’emergenza infortuni che sembra non avere fine. Con l’ultimo aggiornamento, il numero totale degli stop dall’inizio dell’anno sale a 24, un dato allarmante che condiziona pesantemente le scelte di Antonio Conte e il rendimento della squadra.
La notizia più pesante riguarda David Neres. L’esterno brasiliano è stato operato a Londra ai tendini della caviglia sinistra: l’intervento è perfettamente riuscito, ma i tempi di recupero sono lunghi e parlano di circa tre mesi di stop. Neres ha voluto condividere il momento sui social, ringraziando la moglie per il supporto costante in queste ore difficili.
Non va meglio in porta. Vanja Milinkovic-Savic si è fermato per un’elongazione al bicipite femorale della coscia sinistra. L’infortunio lo costringerà a saltare la delicata sfida di Champions League contro il Chelsea e anche i prossimi impegni di campionato. Con Meret ancora indisponibile, l’emergenza tra i pali è totale e Conte sarà costretto ad affidarsi a Nikita Contini.
Tiene banco anche il caso Anguissa. Il centrocampista camerunense ha superato la lesione muscolare, ma un persistente dolore alla schiena continua a impedirgli di allenarsi con continuità. Lo staff medico ha scelto la strada della prudenza, puntando ad averlo almeno in panchina per l’impegno europeo.
Intanto, in casa Napoli cresce il dibattito sulle cause di questa lunga serie di infortuni. Ben 19 stop su 24 sono di natura muscolare, un dato che accende i riflettori sulla preparazione atletica e sul sovraccarico di partite. Il calendario fitto e l’assenza di alternative hanno spesso costretto i titolari a stringere i denti, aumentando il rischio di ricadute.
Un quadro complesso che rende il cammino degli azzurri sempre più in salita, tra emergenze continue e scelte obbligate. Conte prova a tenere la barra dritta, ma l’infermeria piena resta il principale avversario del Napoli in questa stagione.
Negli ultimi tempi ho la sensazione che il calcio stia diventando sempre più una battaglia tra guardie e ladri: da una parte gli arbitri, dall’altra i calciatori che provano costantemente a ingannarli. È un atteggiamento che, giornata dopo giornata, prende piede e rischia di trasformare il gioco in qualcosa di artefatto e teatrale, lontano dalla sua essenza. Alla fine però, come spesso accade, chi vince ha ragione. E così, nell’ultima sfida tra Inter e Juventus, l’episodio che ha visto protagonista Bastoni – con la conseguente espulsione di Kalulu – ha finito per indirizzare la partita e consegnare ai nerazzurri tre punti pesantissimi in chiave scudetto. Il dopo gara è stato rovente. La Juventus, furibonda, ha scelto di non mandare a parlare l’allenatore, ma i massimi rappresentanti del club. Prima l’amministratore delegato Damien Comolli, poi Giorgio Chiellini, oggi responsabile delle strategie sportive. Nessuno ha voluto analizzare davvero la partita, concentrandosi invece sull’episodio incriminato. Chiellini è stato durissimo: impossibile parlare di calcio dopo quanto accaduto; inaccettabile l’ennesimo episodio controverso dall’inizio della stagione. Parole che riflettono un malessere sempre più diffuso. Il problema, però, va oltre il singolo episodio. La Serie A continua a essere macchiata da errori arbitrali ripetuti. Sbagliare è umano, certo. Ma ciò che preoccupa è che nemmeno l’introduzione del VAR abbia ridotto davvero le polemiche. Anzi, spesso sembra aver aumentato confusione e tensione. A volte la tecnologia non viene utilizzata quando sarebbe necessario, altre volte interviene generando ulteriore incertezza e pressione sull’arbitro di campo. Il tentativo di codificare ogni situazione di gioco ha creato un cortocircuito regolamentare da cui le istituzioni calcistiche italiane, apparse deboli, faticano a uscire. Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, la FIGC sarebbe stata vicina al commissariamento dell’AIA, il cui presidente Antonio Zappi è stato inibito per 13 mesi in primo grado dal Tribunale Federale Nazionale. Un segnale evidente di un sistema arbitrale in piena crisi. L’ultima giornata di campionato potrebbe rappresentare un punto di non ritorno. Partite come Genoa-Napoli, Bologna-Parma e Juventus-Lazio hanno scatenato un putiferio di polemiche per decisioni arbitrali controverse, in alcuni casi difficili persino da comprendere. Dopo Juventus-Lazio, l’allenatore bianconero Luciano Spalletti ha sollevato un tema centrale: il non professionismo degli arbitri. Ha ricordato come siano gli unici, in campo, a non essere professionisti a tempo pieno. Una riflessione che ha aperto un dibattito profondo e necessario. L’AIA ha risposto dichiarandosi disponibile a lavorare verso una riforma strutturale, magari avvicinandosi al modello britannico, dove la figura dell’arbitro professionista è ormai consolidata. Siamo di fronte a un bivio decisivo per il calcio italiano. O il sistema trova il coraggio di riformarsi, restituendo chiarezza e autorevolezza alla classe arbitrale, oppure il rischio è quello di vedere il calcio italiano scivolare sempre più in una spirale di sospetti, simulazioni e polemiche infinite. E a perderci, alla fine, sarà solo il gioco.
Attaccante 17enne, Milton si è svincolato dal Boca Juniors, scegliendo Napoli come successivo step di carriera. il giovanissimo attaccante ha senso del gol, doti fisiche importanti e qualità tecniche notevoli. Si tratta di un colpo di prospettiva, per il club di De Laurentiis.
L’operazione sul gong del mercato è da ascrivere a Manna, che è riuscito a strappare il giovane talento a mezza Europa. Seguito dagli osservatori di diversi club del vecchio continente, il Napoli ha convinto l’attaccante con una idea del direttore sportivo.
Come si legge sul Corriere dello Sport:
“Il suo addio ha alimentato le polemiche sulle norme a Baires: qualità, mezzi fisici e l’odore del gol sono le doti che hanno fatto innamorare gli osservatori di tutta Europa. Alla fine l’ha spuntata il Napoli, facendo leva sulla “patria potestad”, la responsabilità genitoriale che in assenza di contratti consente ai genitori con un lavoro all’estero di svincolare, di fatto, i calciatori minorenni. Milton, un baby tanque, indossa la 9 nelle selezioni giovanili della nazionale argentina”.
| Pos | Squadra | Pt | G | V | X | S | GF | GS |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Inter | 61 | 25 | 20 | 1 | 4 | 60 | 21 |
| 2 | Milan | 53 | 24 | 15 | 8 | 1 | 40 | 18 |
| 3 | Napoli | 50 | 25 | 15 | 5 | 5 | 38 | 25 |
| 4 | Roma | 47 | 25 | 15 | 2 | 8 | 31 | 16 |
| 5 | Juventus | 46 | 25 | 13 | 7 | 5 | 43 | 23 |
| 6 | Atalanta | 42 | 25 | 11 | 9 | 5 | 34 | 21 |
| 7 | Como | 41 | 24 | 11 | 8 | 5 | 38 | 18 |
| 8 | Bologna | 33 | 25 | 9 | 6 | 10 | 34 | 32 |
| 9 | Lazio | 33 | 25 | 8 | 9 | 8 | 26 | 25 |
| 10 | Sassuolo | 32 | 25 | 9 | 5 | 11 | 29 | 35 |
| 11 | Udinese | 32 | 25 | 9 | 5 | 11 | 28 | 38 |
| 12 | Parma | 29 | 25 | 7 | 8 | 10 | 18 | 31 |
| 13 | Cagliari | 28 | 25 | 7 | 7 | 11 | 28 | 35 |
| 14 | Torino | 27 | 25 | 7 | 6 | 12 | 25 | 44 |
| 15 | Genoa | 24 | 25 | 5 | 9 | 11 | 29 | 37 |
| 16 | Cremonese | 24 | 25 | 5 | 9 | 11 | 21 | 33 |
| 17 | Lecce | 24 | 25 | 6 | 6 | 13 | 17 | 31 |
| 18 | Fiorentina | 21 | 25 | 4 | 9 | 12 | 29 | 39 |
| 19 | Pisa | 15 | 25 | 1 | 12 | 12 | 20 | 42 |
| 20 | Verona | 15 | 25 | 2 | 9 | 14 | 19 | 43 |