Siamo alle solite, assistiamo ancora una volta alla bocciatura del tecnico prima ancora di aver messo piede nella sede del Napoli.
Anche con Spalletti, che non è stato ancora presentato che già il partito dei cosiddetti scontenti della scelta fatta dal presidente De Laurentiis sono in movimento. La motivazione di questa follia è dovuta semplicemente al carattere del tecnico che gli viene imputato il fatto di essere antipatico e soprattutto uno che spaccherà lo spogliatoio.
Ovviamente, sempre per questa corrente fantasiosa di pensiero, il primo a pagare dazio sarà Lorenzo Insigne (qui però il guaio è stato compiuto dalla serie su Francesco Totti in cui Spalletti è stato descritto come un autentico mostro senza essere mai interpellato). Il carrozzone mediatico si è già scatenato tra tesi, pettegolezzi e quel famoso pregiudizio di chi ha sempre la verità in tasca. Chissà cosa starà pensando in questi giorni lo stesso mister. Certamente non perderà tempo dietro a queste cose, ma sarebbe bello se le raccogliesse tutte per conservarle. D'altronde la competenza di questo 'popolino' è elevata tanto che lo stesso trattamento fu riservato ad un certo Sarri (di cui oggi tutti si professano seguaci) il quale fu accolto tra scetticismo e paura di 'empolizzazione'.
La frase più ricorrente è questa: "Spalletti non mi è simpatico". Vorremmo capire in base a quale parametro si possa esprimere questo giudizio. Vanno a cena con il mister? Lo frequentano? Sono suoi vicini di casa (bisognerebbe chiamare il famoso Cioni con le sue galline)? Forse qualcuno dimentica che non siamo a LOL, lo splendido game show andato in onda su Prime video, dove bisogna mettere in mostra tutto il talento per far ridere.
Un allenatore va scelto in base a ragioni tecnico-tattiche e non per simpatia o capacità di avere consensi. Altrimenti in panchina avremmo visto bene senza ombra di dubbio il mitico Lillo Petrolo. Fossimo al posto di Spalletti avremmo detto, guardando l'umore della piazza: "Ma chi me l'ha fatto fare?". Alle vedovelle, gli anti ADL a prescindere o chi è affetto da pessimismo cronico possiamo dirgli tranquillamente che Luciano non è mica un bischero. Lasciamolo lavorare, o quanto meno facciamolo iniziare.