Uno sta prendendo la specializzazione verso il centro, dopo il «master» che lo ha consacrato sulla fascia; l’altro nasce come rifinitore e si allena sul binario mancino. Entrambi hanno in comune un talento innato, giocano indistintamente con entrambi i piedi, ed hanno una carta d’identità che ne fa autentiche stelle emergenti nel firmamento del calcio. Da una parte Kvaratskhelia che quest’anno si appresta a vivere la stagione della consacrazione a Napoli; dall’altra Yıldız enfant prodige della Juventus che si è presentato martedì scorso con un eurogol in Champions contro il Psv.
I due, sabato prossimo, si troveranno uno contro l’altro allo Stadium nel big match tra Juve e Napoli a Torino. Sono le punte di diamante delle due squadre in una sfida ad alta quota. In comune, oltre naturalmente alla classe pura e cristallina, hanno anche la zona sinistra del campo. Entrambi non si cullano sugli allori e stanno studiano per migliorare ancora. Quella comfort zone, però, è il loro regno. Con delle possibili variazioni sul tema. Sia Kvara sia Yildiz, infatti, stanno scoprendo nuove zolle di campo da battere su indicazione dei rispettivi allenatori. Kvaratskhelia è il più «maturo» - si fa per dire, visto che oggi ha appena 23 anni - e dopo avere fatto sfaceli sull’out mancino da esterno offensivo puro (nel tridente di Spalletti che ha portato il 3° scudetto a Napoli e gli ha fatto vincere anche il titolo di miglior giocatore del campionato) sta trovando nuove soluzioni offensive. Conte gli ha cucito addosso un nuovo ruolo, affrancandolo dal dovere sempre e solo agire a tutta fascia, ma lasciandogli libertà di movimento, facilità di accentrarsi e di trovare spazi per concludere a rete. Il georgiano insomma ha licenza di offendere nel 3-4-2-1 disegnato dal tecnico lecese. Se a questo si aggiunge il feeling immediato instauratosi con Lukaku il quadro è completo.
Kvara ha già messo a segno due reti in campionato, condite da altrettanti assist. La nuova posizione ibrida del georgiano gli consente di non dare grossi punti di riferimento agli avversari. Il trattamento che gli riservano i difensori, però, è sempre lo stesso. Quando non è possibile fermarlo infatti - cosa che è tornata a capitare con una certa frequenza quest’anno - si usano le maniere forti con il fallo sistematico (non sempre sanzionato in maniera adeguata dai direttori di gara). Tant’è. Per uno strano scherzo del destino, Yildiz sembra poter fare un percorso simile, partendo dalla posizione opposta rispetto a Kvara.
Il giovanissimo attaccante tedesco (naturalizzato turco), 19 anni da poco compiuti, nasce con la numero 10 sulle spalle: è la classica seconda punta/rifinitore che Thiago Motta sta provando a trasformare in un attaccante completo capace di agire anche sulla fascia. Quella sinistra, in particolare. In campionato, Kenan ha sempre giocato a ridosso di Vlahovic nel consueto canovaccio - il 4-2-3-1 di Thiago Motta.
Martedì scorso, invece, il tecnico bianconero ha cambiato atteggiamento tattico, schierandosi con un tridente puro (4-3-3) e piazzando il suo gioiellino sull’out sinistro. A giudicare dal risultato la scelta è stata vincente. Ma anche in campionato, il «ragazzino» finora non ha certo demeritato, scodellando pure due assist vincenti. Piccola curiosità. Kvara è stato portato al Napoli tre anni or sono dal ds Cristiano Giuntoli, attuale dirigente della Juventus. Yildiz nello stesso anno (era il 2022) è approdato alla Juve ed è subito stato portato alla Next Gen dallo staff bianconero di cui faceva parte anche e sopratutto un certo Giovanni Manna, attuale diesse del Napoli. Un altro tratto in comune di due stelle emergenti che si ritroveranno una di fronte all’altra sabato sera allo Stadium.
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